Chirurgia orale

La chirurgia orale comprende una serie d’interventi chirurgici riguardanti il cavo orale e i denti. Ogni singolo intervento viene eseguito in anestesia locale ed è completamente indolore.

Gli interventi di chirurgia orale più frequenti

L’estrazione dentaria avviene in anestesia locale, cercando di salvaguardare al massimo le strutture dei tessuti circostanti.
L’estrazione di radici dentarie incluse è quell’intervento con il quale si provvede alla rimozione della parte di osso che ci impedisce di accedere alla radice inclusa. Così facendo, rendiamo possibile la sua estrazione.
L’apicectomia è un intervento di chirurgia orale con il quale si rimuove l’apice radicolare, ossia l’apice del canale della radice dentale. Vi si ricorre quando, con i normali trattamenti endodontici, è impossibile rimuovere gli agenti infettivi dal canale radicolare, sigillarlo e, così facendo, impedire il propagarsi dell’infezione all’area periradicolare.
L’alveotomia è un intervento di chirurgia orale di estrazione cui si ricorre quando è necessario rimuovere una parte dell’osso alveolare che impedisce l’estrazione di un dente (dente incluso o impattato). Di norma quest’intervento si esegue per estrarre i denti del giudizio non erotti o erotti solo parzialmente.

Chirurgia orale

Ciò che ogni paziente deve sapere circa l’intervento di chirurgia orale

Per evitare fastidi indesiderati e conseguenze spiacevoli, dopo un intervento di chirurgia orale occorre attenersi alle seguenti istruzioni:

1. Dopo l’intervento chirurgico, non risciacquare la bocca. Risciacquarla dal giorno successivo, eventualmente con un infuso di salvia o camomilla.
2. Non consumare bevande o alimenti molto caldi.
3. Durante le prime 8 ore successive all’intervento, applicare impacchi ghiacciati sulla guancia in prossimità della parte operata per 15 minuti, alternandoli a pause di 30 minuti.
4. Dormire in posizione leggermente rialzata.
5. Quando l’anestesia esaurisce il suo effetto, se necessario assumere analgesici (voltaren, ketonal, analgin…).
6. Non assumere aspirina, andol e altri analgesici che contengono acido acetilsalicilico, perché possono essere causa di emorragia.
7. Evitare di fumare per almeno 24 ore dall’operazione.
8. In caso di lieve emorragia, tamponare con un pezzetto di garza sterile per 30 minuti.
9. Per pulire l’area operata, usare un bastoncino per le orecchie imbevuto di collutorio.

Testimonianze di pazienti

Testimonianze Dora P.
Testimonianze Lian Y.
Testimonianze Donald D.

Ogni singolo intervento viene eseguito in anestesia locale ed è completamente indolore.

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Perché usare il metodo prf?

Il metodo PRF, abbreviazione di “Platelet-Rich Fibrin” che, tradotto, significa “fibrina arricchita con trombociti”, sviluppato in Francia dal prof. Choukroun nel 2001, è un metodo che utilizza componenti del sangue estratti dallo stesso paziente per impiegarli, di norma, nell’intervento di chirurgia orale o chirurgia estetica a cui è sottoposto.

Ultimamente, negli studi odontoiatrici più all’avanguardia, il metodo PRF viene utilizzato per migliorare la rigenerazione del tessuto osseo e dei tessuti molli e serve anche per preparare l’area interessata all’intervento che precede l’innesto implantare. Il protocollo operativo PRF ha come obiettivo l’accumulo dei trombociti e il rilascio, invece, delle citochine nel coagulo fibrinico. Il processo inizia con il prelievo del sangue del paziente e con la separazione dei diversi componenti sanguigni mediante un’apposita centrifuga. Si noti che l’intero processo è molto breve (dura in media 12 minuti) e semplice. Con la separazione dei globuli rossi si ottengono il plasma e la fibrina, che più tardi utilizzeremo come trapianto autologo biologico. Dopo l’estrazione del dente, nella cavità venutasi a creare immettiamo la fibrina e il plasma trattati che ci serviranno per velocizzare il processo di cicatrizzazione e osteointegrazione, rendendo il processo d’innesto dell’impianto dentale più veloce, sicuro e, soprattutto, indolore.

Ricordiamo che il metodo PRF è un protocollo assolutamente sicuro perché si serve esclusivamente del sangue del paziente.

Questo metodo, garantendo risultati straordinari, è raccomandato a tutti i nostri pazienti sottoposti a protocolli chirurgici.

Renata-Ostojić-Diploma-PRF

Pazienti sottoposti a terapia anticoagulante

Poiché numerosi interventi odontoiatrici (estrazione dentaria, innesto implantare) comportano anche possibili piccole o grandi emorragie, i pazienti sottoposti a terapia farmacologica anticoagulante (Martefarin, Heparin, Antitrombin III Immuno, Kybernin P) sono tenuti a informarne il medico dentista. Questi, di concerto con lo specialista ematologo che segue il paziente, deciderà se sia il caso di interrompere la terapia anticoagulante prima dell’intervento odontoiatrico.

La gran parte degli interventi odontoiatrici non dà vita ad alcuna emorragia né abbondante, né duratura tale da rendere necessaria l’interruzione della terapia anticoagulante; tuttavia, la decisione spetterà allo specialista ematologo in base all’anamnesi di ogni singolo paziente.

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